Trasferirsi in Giappone
Come trasferirsi in Giappone?
Sono molti gli italiani che amano il Giappone, specialmente in questo periodo. Grazie alla sua cultura pop così diffusa e apprezzata e all’attenzione che riceve sui social media, il Giappone è una delle mete più popolari del momento e sempre più persone vi si appassionano, incuriositi dalla cultura e dalla società così diverse dalle nostre. Per parecchi questa curiosità porta inevitabilmente a porsi una domanda: come posso trasferirmi lì?
Io mi sono trasferita in Giappone due volte, con due tipologie di visto, le più comuni: student visa (visto per studenti) e HSP visa (visto per professionisti altamente qualificati). Esistono molti tipi di visto e in questo articolo farò un riepilogo di quelli più comuni e alla portata di chi non ha famiglia in Giappone, basandomi sulla mia esperienza personale e sulle informazioni ufficiali disponibili sui siti istituzionali.
Partiamo dalle basi: il soggiorno breve
I cittadini italiani non hanno bisogno di richiedere un visto per un soggiorno dalla durata inferiore a 90 giorni. Basta infatti avere il passaporto, con almeno una pagina vuota e in corso di validità per tutta la durata del viaggio, e il biglietto di ritorno.
I motivi di viaggio che rientrano in questo tipo di visto includono turismo, visita a parenti o amici, viaggi di lavoro. Ma attenzione: qualsiasi attività legata al commercio (ovvero che includa transazioni) è vietata. Inoltre, è vietato cercare lavoro o fare colloqui di lavoro (è illegale!).
Insomma, usa questa opzione solo per viaggiare, che sia per piacere o per un evento di lavoro!
Tutti i requisiti di ingresso per soggiorni brevi sono elencati sulla piattaforma Viaggiare Sicuri, gestita dal MAECI.
Working Holiday Visa (WHV)
Nel settembre 2025 i governi del Giappone e dell’Italia hanno ratificato l’accordo per consentire agli italiani di ottenere un Working Holiday Visa per il Giappone, e viceversa. Sebbene mentre scrivo questo post non ci siano ancora informazioni sul sito dell’Ambasciata del Giappone in Italia e l’Italia ancora non compaia nella lista di paesi dove è possibile richiedere il WHV sul sito del Ministero degli Affari Esteri del Giappone (MOFA), ti spiego brevemente in cosa consiste.
Stando a quanto scritto sul sito del nostro Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il WHV permette a chiunque abbia un’età compresa tra i 18 e i 30 anni di esercitare per un anno, “senza permesso di lavoro, un’attività professionale, non necessariamente presso lo stesso datore di lavoro, per un periodo non superiore a 6 mesi come attività accessoria delle vacanze”.
Questo tipo di visto non è quindi pensato per permettere a chi lo ottiene di lavorare, ma per poter vivere il paese stando a contatto con la sua lingua e cultura e con l’opportunità di potersi sostentare durante il soggiorno, che rimane primariamente una vacanza. Per dare un esempio di come si potrebbe usare il WHV mi riferisco all’esperienza di alcuni ragazzi europei che ho conosciuto, i quali hanno vissuto in Giappone propio grazie a questo visto. Qualcuno di loro non hanno mai lavorato durante il suo soggiorno, perché poteva permetterselo, mentre altri hanno lavorato per periodi brevi o saltuariamente mentre andavano in giro per il paese.
Al momento la procedura di richiesta del WHV non è ancora nota. Non ci resta che controllare regolarmente il sito dell’Ambasciata!
Student visa: il visto per studenti
Il visto per studenti ha una validità massima di 4 anni e 3 mesi e varia in base al percorso di studi intrapreso in Giappone. In ogni caso, è possibile rinnovarlo nel caso in cui si voglia o si debba continuare a studiare.
Sono molte le scuole e le università che offrono possibilità, come ad esempio delle borse di studio, per continuare i propri studi all’estero. Alcuni di questi istituti offrono il Giappone tra le destinazioni disponibili; questo è uno dei metodi con cui si può ottenere il visto studentesco.
Si può anche tentare di iscriversi direttamente a un’università giapponese. In questo caso, ti consiglio di dedicare molto tempo alla ricerca degli istituti che ti potrebbero interessare e di leggere attentamente i requisiti di ammissione. Di solito sul sito dell’ateneo c’è una pagina in inglese dedicata agli studenti internazionali che racchiude tutte le informazioni utili, come requisiti, costi e così via.
Un altro metodo per ottenere il visto studentesco è iscriversi a una scuola di lingua in Giappone. In questo caso, è possibile mantenere il visto studentesco per un massimo di due anni, trascorsi i quali, se si vuole continuare a studiare, bisogna iscriversi a una scuola di specializzazione o a un’università.
Certificate of Eligibility: cos’è?
Per richiedere il visto studentesco presso l’Ambasciata o il Consolato, bisogna essere in possesso di un certificato di eligibilità (Certificate of Eligibilty - COE). Si tratta di un documento che la scuola o università richiede per tuo conto presso un ufficio immigrazione in Giappone, che poi ti verrà inviato per posta o in formato digitale e che dovrai presentare insieme agli altri documenti al momento del tuo appuntamento per richiedere il visto.
I visti richiesti tramite il COE, cioè lo student visa e il work visa, sono i più semplici da ottenere dal punto di vista burocratico, perché la scuola o l’azienda che sponsorizza il tuo visto si occupa del grosso del lavoro, dandoti tutte le indicazioni necessarie.
Progetti MEXT e JET
Ogni anno l’ambasciata del Giappone in Italia offre la possibilità a un numero ristretto di persone di andare a studiare o a lavorare in Giappone nell’ambito del progetto MEXT o del progetto JET. Facciamo un riepilogo di queste due possibilità.
Borse di studio MEXT
Ogni anno il Ministero dell’Istruzione, Cultura, Sport, Scienza e Tecnologia del Giappone (MEXT) stabilisce un certo numero di borse di studio disponibili per diversi paesi, tra cui l’Italia. Vi si può accedere partecipando ai concorsi indetti dall’Ambasciata. Esistono tre tipi di borse di studio MEXT:
- Undergraduate Students. Queste borse di studio sono rivolte ai ragazzi in possesso di un diploma di scuola secondaria di II grado che intendano frequentare un’università giapponese. Il limite massimo di età che si aggira intorno ai 24 anni. Dal sito dell’ambasciata: “La borsa permette, dopo un primo anno di preparazione (eventualmente evitabile) di frequentare un’università giapponese, fino al conseguimento della laurea”.
- Research Students. Queste borse di studio si rivolgono alle persone laureate, o in procinto di laurearsi, e con una buona conoscenza del giapponese e dell’inglese. Il limite massimo di età è intorno ai 34 anni.
- Japanese Studies Students. Queste borse sono rivolte “a studenti iscritti a corsi di laurea triennale, la cui principale materia sia lingua/cultura giapponese. Per presentare domanda è necessario non essere laureati, condizione che va mantenuta fino al termine della borsa di studio; è inoltre necessario dimostrare di aver studiato lingua o cultura giapponese all’università per almeno un anno”. Questa opportunità si rivolge alle persone di età compresa tra i 18 e i 30 anni.
Se ti interessa partecipare a uno di questi concorsi, visita regolarmente il sito web dell’Ambasciata del Giappone in Italia in attesa dei nuovi bandi e leggi attentamente tutte le informazioni riportates.
JET Programme
Dal sito dell’Ambasciata del Giappone in Italia: “Progetto nato nel 1987, The Japan Exchange and Teaching (JET) Programme si propone di promuovere gli scambi internazionali tra il Giappone e gli altri Paesi a livello di enti locali”. Questo scambio internazionale si articola in un’esperienza lavorativa in una località giapponese.
Solitamente, solo un candidato in Italia viene selezionato per il JET programme ogni anno. I ruoli ricercati richiedono spesso conoscenze specifiche, come ad esempio sulla cultura di una certa zona dell’Italia o di uno determinato sport, e tra i requisiti necessari c’è spesso un livello piuttosto alto di giapponese (livello N2 del JLPT). Dopo uno screening delle domande, i candidati selezionati vengono convocati a colloquio presso l’Ambasciata, a Roma.
Anche in questo caso, se sei interessato a partecipare, ti consiglio di visitare regolarmente il sito dell’Ambasciata in attesa del nuovo bando e di leggere attentamente in cosa consiste l’offerta e quali sono i requisiti per fare domanda.
Work Visa: il visto lavorativo
Come su accennato, il visto lavorativo viene rilasciato se in possesso di un COE. In questo caso, l’azienda con cui hai firmato il contratto di lavoro sponsorizzerà il tuo visto e si occuperà di ottenere il tuo COE e inviartelo.
Ci sono diversi tipi di work visa in base all’attività che si svolgerà in Giappone: professore, artista, attività religiose, giornalista, Business Manager, servizi legali o di contabilità, servizi medici, ricercatore, istruttore, infermieristica e il più comune, ingegniere o specialista in humanities/servizi internazionali.
Il visto lavorativo è rinnovabile (sempre in presenza di un contratto di lavoro) può avere una durata di 3 mesi, 1 anno, 3 anni o 5 anni. Per richiederlo bisogna essere in possesso di una laurea triennale (Bachelor’s Degree) o di almeno 10 anni di esperienza in un settore affine al tipo di attività designata dal visto. Inoltre, è importante che il ruolo assegnato nel contratto di lavoro sia in linea con il tipo di visto lavorativo richiesto.
Highly Skilled Professional Visa (HSP Visa)
Lo Highly Skilled Professional Visa è un tipo speciale di visto lavorativo. Si basa su un sistema a punti, che considera l’età, lo stipendio e il background accademico, professionale e linguistico del candidato. Chi riesche a ottenere un HSP visa ha diversi vantaggi, tra cui la durata del visto, che è immediatamente di 5 anni, nonché trattamenti preferenziali nelle pratiche di immigrazione e in caso di richiesta del permesso di soggiorno permanente (permanent residence).
Lo HSP visa si può ottenere se si supera la soglia dei 70 punti. In questo caso è necessario essere in possesso di almeno la laurea triennale; ogni titolo superiore o riconoscimento inciderà positivamente sul calcolo del punteggio. Esistono delle calcolatrici online che possono darti un’idea del tuo punteggio. In ogni caso, dovrebbe essere l’azienda a proporre di procedere con lo HSP visa se dovessero pensare che hai i requisiti necessari.
L’unica “pecca” di questo tipo di visto è che è legato all’azienda che lo ha sponsorizzato. Ciò significa che non si è liberi di cambiare lavoro in modo semplice, ma bisogna prima notificare l’ufficio immigrazione e procedere di conseguenza.
Altri tipi di visto
Oltre a quelli sopra elencati, ci sono altri tipi di visto, come lo spouse visa, che si ottiene sposandosi con un cittadino giapponese, il dependent visa, il child of Japanese national visa, per i figli di cittadini giapponesi, ecc.
Questi visti non richiedono un COE, ma sono collegati a uno specifico cittadino giapponese, come il/la consorte, o un genitore, che deve sponsorizzare il visto personalmente.
Conclusioni
Così concludo questa estrema sintesi dei tipi di visto più comuni che si possono richiedere per riuscire a trasferirsi in Giappone. Ti invito sempre a verificare le informazioni complete e aggiornate sui canali ufficiali, come il MOFA (Ministro degli esteri giapponese) e l’Ambasciata del Giappone in Italia, di cui ho anche linkato i siti web nel corso del post.
Spero che questo articolo ti abbia aiutato a farti un’idea di quale opzione possa essere la più adatta per realizzare il tuo sogno di vivere in Giappone!